Al Sinodo valdese ecumenismo e sfida dell’unità


di Donatella Coalova in “Avvenire” del 23 agosto 2015

Torre Pellice, cuore del protestantesimo italiano. Oggi nella città piemontese si apre il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste, che proseguirà fino al 28 agosto. In questo importante appuntamento annuale vengono analizzati i programmi e le attività, le luci e le ombre delle comunità valdesi e metodiste di tutta Italia. I valdesi presenti sul territorio nazionale sono 24mila, i metodisti 5mila. Nel 1975 un Patto di integrazione ha sancito l’unione in un unico Sinodo delle Chiese metodiste con quelle valdesi. Ai lavori di questi giorni partecipano 180 membri con voto deliberativo, di cui metà sono pastori e metà laici eletti dalle comunità locali. Sono inoltre presenti alcuni membri con funzione solo consultiva e, in qualità di ospiti, vari rappresentanti del protestantesimo internazionale.

A nome della Cei, giungeranno al Sinodo l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, e don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (Unedi). «Con gioia e commozione – dice l’arcivescovo Forte – ritorno in queste valli, tra i fratelli e le sorelle protestanti, dopo molti anni, da quando, il 22 luglio del 1982, intervenni al Centro ecumenico Agape per parlare del documento della Commissione fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese, approvato a Lima quell’anno, intitolato “Battesimo, Eucaristia e Ministero”, in dialogo, tra gli altri, con gli amici Paolo Ricca, Renzo Bertalot e Bruno Corsani. Ricordo ancora l’intensità e la vivacità di quell’incontro, nel quale sperimentai una calorosa accoglienza e un’intensa comunione di fede nel Signore Gesù, pur nelle innegabili differenze di teologia e di prassi».

Durante i lavori sinodali, dopo la visita di papa Francesco al Tempio valdese lo scorso 22 giugno, verrà dato spazio a una riflessione approfondita sull’ecumenismo, e specialmente al dialogo con la Chiesa cattolica, nella consapevolezza che il contesto attuale pone delle sfide che spingono alla collaborazione le confessioni cristiane. I tanti problemi del quotidiano, come la lacerante povertà in ampie fasce di popolazione, i disastri ambientali e le ripetute, inenarrabili tragedie dei migranti, offrono alle Chiese ampi orizzonti per portare avanti un comune impegno sociale. In ambito protestante è nato Mediterranean hope, un progetto umanitario teso all’accoglienza, all’avvio all’integrazione dei profughi che intendano restare in Italia e alla creazione di corridoi umanitari in Marocco. La serata pubblica del 24 agosto avrà appunto come tema “L’Europa comincia a Lampedusa”.

I delegati inoltre rifletteranno su tutte le questioni interne delle loro comunità, sull’evangelizzazione, sulla missione, sulla diaconia, sull’interculturalità, sul progetto “Essere Chiesa insieme” relativo al processo di integrazione fra i credenti autoctoni e quelli di origine straniera, sull’8xmille, sul quinto centenario della Riforma nel 2017, sulla formazione, sulla diminuzione di vocazioni al ministero pastorale. L’anno scorso non ci fu la consacrazione di nessun nuovo pastore e quest’anno se ne registra una sola, quella di Eleonora Natoli, metodista, che avviene oggi, durante il solenne culto di apertura nel tempio di Torre Pellice. La predicazione è stata affidata alla pastora Erika Tomassone. In segno di fraternità sono presenti al culto anche alcuni parroci e dei cattolici, assieme al vescovo di Pinerolo, Pier Giorgio Debernardi.

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