Riformatori chiedono al papa apertura del ministero ordinato


di ORF/APA/KAP in “religion.orf.at” del 12 maggio 2015 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Movimenti riformatori della Chiesa cattolica da dieci paesi si sono rivolti a papa Francesco con una lettera aperta e, di fronte alla mancanza di preti, chiesto “nuove forme di vita delle comunità e della loro guida”.

Questo appello è sottoscritto da 23 movimenti riformatori ecclesiali di dieci paesi, tra i quali anche il portavoce della “Pfarrer-Initiative” austriaca Helmut Schüller, e la presidente di “Noi siamo Chiesa”, Martha Heizer. Nel documento le organizzazioni critiche di USA, Australia, India, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Slovacchia, Svizzera, Austria e Germania esprimono la loro preoccupazione sul futuro “ampiamente minacciato” delle comunità parrocchiali.

Invitano il papa a porre un freno alla fusione di comunità da parte dei vescovi. “Apriamo il ministero di guida presbiterale a tutti coloro che ne hanno le competenze. Introduciamo una nuova cultura della corresponsabilità e della co-decisione in tutte le strutture della nostra Chiesa!”, si dice nel documento reso pubblico martedì. I movimenti sottolineano la loro preoccupazione per il futuro “massicciamente minacciato” delle comunità parrocchiali, perché i vescovi tendono a rispondere alla mancanza di preti “ovunque nel mondo con la fusione di comunità parrocchiali attive e vivaci trasformandole in anonime e invisibili grandi parrocchie”.

“Noi, pastori e diaconi preoccupati, operatrici e operatori pastorali, cittadine e cittadini della Chiesa nelle comunità in tutto il mondo non siamo più disposti a percorrere questa via”, si dice nella lettera aperta. Per mantenere il futuro della Chiesa con comunità vive, occorrono nuove strutture e nuovi modelli di guida.

Non sono disposti a percorrere la via delle fusioni di parrocchie, sostengono i sottoscrittori. Comunità attive sono il presupposto per poter vivere una Chiesa secondo la visione di papa Francesco “alla sequela e nello spirito di Gesù vicino agli uomini”. I gruppi riformatori invitano il papa all’azione: “Papa Francesco, lei ha bisogno di comunità vive e le comunità hanno bisogno di lei!”

La Chiesa si realizza nel quotidiano delle persone, ed “è lì che diventa viva, oppure non lo diventa”, si spiega nella lettera. “Qui e soltanto qui la Chiesa riceve giorno per giorno la sua ragion d’essere”. Si afferma quindi che sono necessarie nuove strutture e nuovi modelli di guida, che facciano partecipare i cattolici in base ai loro carismi. Nella prassi ci sono già queste vie: donne e uomini, coppie, separati e risposati, omosessuali ed eterosessuali, giovani e vecchi, che con il loro impegno personale alleggeriscono i preti dai loro crescenti compiti e trovano “soluzioni creative” quando non c’è più alcun prete in loco.

“Ricordiamoci come la comunità di Gesù è stata intesa e come ha vissuto!”, si afferma nella lettera. Occorre essere pronti ad offrire esperienze ed idee, per sostenere attivamente il papa e i vescovi nel cambiare la visione, in modo che la Chiesa sia “autentica compagna di viaggio” degli uomini: “Diamoci coraggiosamente una mano!”

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