Il manuale di sopravvivenza di Santa Teresa d’Avila per le donne cattoliche


di Nicole Sotelo in “ncronline.org” del 12 febbraio 2015 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Quando ero una ragazza follemente innamorata di Dio, una suora mi diede due libri su Santa Teresa d’Avila. Più tardi, ho scoperto che Teresa ed io avevamo un’altra cosa in comune oltre all’amor di Dio: l’interesse per l’uguaglianza delle donne. Teresa era testimone della sofferenza delle donne in una chiesa che non valorizzava i loro doni, così si prefisse di cambiare le cose. Tra le varie cose per la riforma, scrisse un manuale di preghiera, o, come preferisco immaginarlo, un manuale di sopravvivenza femminista del XVI secolo.

A quel tempo, i funzionari ecclesiastici non pensavano le donne capaci di accedere a Dio tramite la loro preghiera. “Preghiera mentale” o preghiera contemplativa era considerata pericolosa senza una guida. L’Inquisizione aveva da poco proibito un certo numero di libri di preghiera, e la preghiera femminile era particolarmente sospetta.

Dopo che il confessore di Teresa le ebbe proibito di far conoscere la sua autobiografia alle sue consorelle, Teresa fece dietrofront e scrisse un altro libro, Cammino di perfezione. Oggi è considerato un classico spirituale sulla preghiera. Io lo considero anche un classico spirituale della liberazione delle donne cattoliche.

Teresa era una riformatrice della Chiesa per eccellenza. Sapeva che non era sufficiente riformare le strutture esterne. Occorre riformare anche quelle interne, le credenze che portiamo dentro di noi. Così continuò riformando il suo Ordine delle Carmelitane, e cercò anche di trasformare la comprensione che le donne avevano di se stesse.

Teresa scrisse il libro di preghiera per le sue coraggiose consorelle riformatrici, le suore delle sue nuove comunità. Evidentemente sapeva che è nella preghiera profonda che noi scopriamo la verità di noi stessi; che nella preghiera le sue consorelle potevano scoprire che anche loro erano ugualmente amate da Dio.

In quel libro Teresa radica i suoi pensieri nella Scrittura, proclamando: “E tu, Signore, quando camminavi nel mondo, non hai disprezzato le donne; invece, sempre, con grande compassione, le hai aiutate. E hai trovato più amore e più fede in loro che negli uomini”.
E ricorda alle sue consorelle che i funzionari che ai suoi tempi hanno pronunciato giudizi contro le donne non erano in sintonia con il Grande Giudice, “dato che i giudici del mondo sono figli di Adamo e sono tutti uomini, non c’è virtù nelle donne che loro non considerino sospetta”.

Teresa esorta le consorelle a credere nella loro capacità di pregare e di accedere a Gesù. “Se qualcuno dovesse dirvi che la preghiera è pericolosa, considerate lui il vero pericolo, e fuggite da lui”.
Soprattutto, incoraggiava le consorelle a continuare la loro preghiera, nonostante ingiunzioni contro di essa da funzionari ecclesiastici: “Resistete, sorelle, perché loro non possono togliervi il Padre Nostro e l’Ave Maria”.
Quella riga fu in seguito tolta da successivi manoscritti, dopo che uno dei censori aveva scritto a margine: “Sembra qui che stia rimproverando gli Inquisitori che proibivano libri sulla preghiera”. Ma certo!
Teresa certamente soffriva per le sue coraggiose credenze. Da funzionari ecclesiastici che le dicevano che “l’esperienza veniva dal diavolo”, fino agli arresti domiciliari, affrontò miriadi di prove. Nel suo primo scritto Il libro della mia vita, ammette: “C’erano abbastanza cose da farmi diventare pazza”.
Ma Teresa sapeva che le cose potevano davvero cambiare. “Veramente, verrà il giorno, mio Re, in cui tutti saranno conosciuti per quello che sono… Vedo che questi sono tempi in cui sarebbe sbagliato sottovalutare anime virtuose e forti, anche se sono donne”, scriveva in Cammino di perfezione.
Dice alle consorelle che Dio darà loro il coraggio necessario. Suggerisce che se “una o due senza

paura fanno ciò che è il meglio”, allora le cose cominceranno a cambiare.
Soprattutto, le invitava a continuare con fiducia: “È dannoso proseguire il cammino nella paura. È molto importante che voi sappiate che siete sulla strada giusta”.
La “strada giusta” condusse alla trasformazione dell’ordine religioso di Teresa tanti anni fa. È una delle ragioni per cui le Carmelitane in tutto il mondo celebreranno il 500° anniversario della sua nascita il prossimo mese.
Chiaramente, però, la trasformazione della Chiesa in una Chiesa che davvero valorizzi le donne, non è finita. Quando il papa definisce le donne “la ciliegina sulla torta”, e alle donne non è ancora riconosciuta piena uguaglianza, può essere d’aiuto ripensare a Santa Teresa d’Avila, la santa del XVI secolo che sapeva il valore delle donne e che scrisse un forte libro per la loro preghiera. Gli scritti di Teresa parlavano al cuore delle donne quasi cinque secoli fa. E sono significativi ancora oggi.

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