Quando un parroco invita dei laici a celebrare


di Nicole Raynaud in “www.baptises.fr” del 4 settembre 2014 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Vorrei comunicare un’esperienza di collaborazione riuscita tra un giovane parroco (35 anni) e i laici impegnati in diverse équipes, tra cui l’équipe pastorale.

Oggi, nella loro azione pastorale, i parroci sono sempre più accompagnati da laici. Ma questa collaborazione non risale a ieri. L’apostolo Paolo non evangelizzava da solo, era accompagnato da collaboratori. Ad esempio nella città di Filippi, due donne (Evodia e Sintiché) e un uomo (Clemente) hanno operato con Paolo per diffondere il Vangelo (Filippesi 4,2-3). Più recentemente, il Concilio Vaticano II ha dichiarato che: “… i laici possono anche essere chiamati in diversi modi a collaborare più immediatamente con l’apostolato della Gerarchia a somiglianza di quegli uomini e donne che aiutavano l’apostolo Paolo nell’evangelizzazione, faticando molto per il Signore. Hanno inoltre la capacità per essere assunti dalla gerarchia ad esercitare, per un fine spirituale, alcuni uffici ecclesiastici” (Lumen Gentium §33).

Nella nostra parrocchia rurale, su proposta del nostro parroco, l’équipe pastorale ha introdotto, per il periodo dell’Avvento e di Natale, delle celebrazioni della Pace attorno alla Luce venuta da Betlemme. Lo svolgimento, comune a tutte le chiese dei vari paesi e paesini della parrocchia, viene messo a punto da un’équipe riunita attorno al parroco. Come membro dell’équipe pastorale, sono stata incaricata dal parroco di costituire delle équipe in grado di organizzare e dirigere la celebrazione in ognuno dei diciassette paesi che compongono la parrocchia. Il primo anno non fu compito facile, quando precisavo che il prete non sarebbe stato presente a nessuna celebrazione. Quante mail di spiegazioni ho dovuto mandare per rassicurare! Alcuni hanno perfino cercato di ovviare all’assenza del prete invitando il diacono. Sono già due anni ormai che tutte quelle celebrazioni vengono fatte e che sono dirette da laici. Sono state l’occasione di gesti e di preghiere per la pace. Hanno attirato persone che normalmente restano “sulla soglia della Chiesa”. Sono state l’occasione per un po’ di convivialità con un piccolo rinfresco. E infine, hanno spinto dei laici a prendere coscienza del loro apostolato e ad esercitarlo.

Quest’anno, il sabato precedente la Domenica delle Palme, il nostro parroco era impegnato in un incontro di giovani della diocesi. Invece di annullare la messa del sabato sera, l’équipe pastorale ha preferito organizzare una celebrazione senza prete in una delle chiese rurali. Quattro laici, riuniti con il prete, ne hanno messo a punto lo svolgimento e sono stati incaricati di dirigere la celebrazione e di chiamare altre persone a partecipare attivamente. Nel corso della messa del sabato precedente, questi laici sono stati solennemente inviati in missione dal parroco. Nella nostra diocesi, la benedizione dei rami d’ulivo attira folle che vanno poi a deporre il rametto sulle tombe di famiglia. Avevamo un po’ di apprensione: come avrebbero reagito le persone sapendo che il prete non ci sarebbe stato? Si sarebbero scandalizzate? Avrebbero evitato la nostra celebrazione? Avrebbero accettato di venire in processione per immergere loro stessi il rametto in una vasca piena d’acqua, benedetta dal parroco? Il giorno in questione, la chiesa era colma di persone che vengono solo per la celebrazione del giorno delle Palme. Gli “habitué” delle messe domenicali, venuti a sostenerci, sono stati entusiasti. Così, dei fedeli abituali e occasionali sono sempre più disposti ad accettare che dei laici presiedano e dirigano le celebrazioni. Le celebrazioni dei funerali, frequentemente condotte da laici, sono del resto numerose in questo percorso, vitale per le zone rurali che rischiano di diventare deserti spirituali.

Ma ciò che esprime maggiormente la fiducia del nostro parroco nei laici, è che chiede loro di preparare dei testi scritti. È vero che alcuni di noi hanno seguito dei corsi di formazione generale, teologici o catechetici di base. Per le celebrazioni della luce di Betlemme, per la Domenica delle Palme o per diverse celebrazioni mariane, il nostro parroco chiede ad un laico (uomo o donna) di scrivere una predicazione centrata sul vangelo. D’altra parte, sul giornale d’informazione diocesano, ogni parrocchia dispone di una doppia pagina mensile con un editoriale scritto di solito dal parroco. Ma da noi si stabilisce una suddivisione tra i vari membri dell’équipe pastorale, parroco compreso. Cosa ancora più bella, durante i periodi dell’Avvento e della Quaresima, una meditazione sui testi liturgici viene distribuita ai fedeli ogni domenica. A turno, ogni membro dell’équipe pastorale è invitato a scriverla. Evidentemente, il prete si riserva la rilettura di questi scritti a cui solo eccezionalmente apporta delle correzioni. Che grande ricchezza per l’approfondimento della fede! Per quanto mi riguarda, non essendo mai stata prima chiamata a questo genere di esercizio, non immaginavo che ne sarei stata capace. Ed alcuni parrocchiani ci incoraggiano, dicendosi toccati dai nostri testi.

Non si può che applaudire a questa pastorale iniziata dal nostro parroco. Prepara il futuro di una zona rurale, facendo in modo, al contempo, che la fede dei laici cresca in maturità e responsabilità. Vivere questa esperienza è per me una grande gioia. Mi auguro veramente che possa fare scuola.

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