Il Gesù di Bergman


di Ingmar Bergman in “l’Unità” del 4 giugno 2014

Trattamento di un film per la televisione sulla morte e resurrezione di Gesù e sulle persone che presero parte a questi eventi

Prefazione

Nel racconto dei Vangeli sul dramma degli ultimi giorni e della morte di Gesù c’è un gran numero di personaggi .Durante il mio studio dei testi questi personaggi hanno gradualmente preso vita, trasformandosi da concetti fissati una volta per tutte (stabiliti già nella mia infanzia) in persone viventi racchiuse nelle loro rispettive esistenze e in un’ordinarietà che essi davano per scontata. Per quanto diversi possano apparire, questi personaggi hanno un tratto in comune: sono tutti inconsapevoli di stare partecipando a uno dei più terribili drammi dell’umanità. Così come non si rendono conto che questi eventi stanno per intervenire in modo fondamentale sulla loro vita per trasformarla.

Quello che segue è un semplice schizzo del corso degli eventi con riserva per tutti i cambiamenti di dettagli chesi rendano necessari durante la lavorazione del testo definitivo.

Caifa,sommo sacerdote tra i sommi sacerdoti

Caifa è un uomo di circa sessant’anni, alto, emaciato, caloroso e di grande autorità. C’è una riunione nel tempio; i sacerdoti con saggezza e pazienza piegano il capo sull’interpretazione di un testo delle sacre scritture, discutendo, cambiando parole, suggerendone di nuove e rifiutandone altre.
Silenzio, dignità: dall’interno del tempio si ode un canto – la sacra cerimonia è in corso. Improvvisamente il silenzio è rotto da un rumore fragoroso. Sulle prime i sacerdoti riuniti cercano di ignorarlo, ma un senso di disagio si diffonde.

La porta viene allora spalancata e uno dei sacerdoti più giovani si precipita dentro per dire che qualcosa di inaudito si sta svolgendo nel cortile del tempio. Gesù, evidentemente impazzito, sta demolendo le capanne e le bancarelle di onesti mercanti e cambiavalute. Caifa e gli altri sacerdoti si precipitano di sotto. Confronto e alterco tra Gesù e Caifa, durante il quale Caifa diventa pallido e aggressivo. Alla fine ammutolisce.

I guardiani del tempio accorrono e sono sul punto di mettere le mani addosso a Gesù quando Caifa ordina loro di non toccarlo. I due uomini si guardano a lungo, in silenzio: due poli opposti che giudicano la forza dell’avversario. D’un tratto Caifa si volta e se ne va, facendo cenno agli altri sacerdoti di seguirlo. Dice: lo si lasci solo, senza dubbio non dobbiamo aspettarci altre provocazioni.

I sacerdoti ritornano alla riunione ma le sacre scritture vengono messe da parte. Appaiono più sacerdoti, la sala è piena di uomini in silenzio. Tutti rivolgono lo sguardo verso Caifa. Dopo un lungo silenzio Caifa comincia a parlare. Fa un resoconto delle gesta di Gesù nell’anno precedente. Racconta di come avesse cercato di essere paziente, di giocare d’attesa, di come (a dispetto della sua apprensione su ciò che sarebbe potuto succedere) non fosse intervenuto. Cita delle espressioni di Gesù, sottolineandone il carattere sovversivo. Fa una breve e accurata analisi della situazione politico-sociale, spiegando che, per quanto a malincuore, era giunto – superando profonde divergenze d’opinione – a un accordo con Ponzio Pilato ed Erode per mantenere la pace ed evitare una sanguinosa guerra civile che avrebbe provocato la divisione del paese.

Per tutto il tempo parla con calma, fissando ciascuno dei suoi colleghi, scegliendo le parole con lentezza e circospezione, ma è pallido dall’ira.
Giunge alla seguente conclusione: Gesù è pericoloso per il paese, per la legge e l’ordine, per la comunità ebraica, per la dottrina pura. Si rimprovera di essersi reso conto di ciò solo in quel momento, spiega che troppo tardi ha compreso che il tempo per la pazienza e la tolleranza era

finito, che questo pazzo vagabondo che si spaccia per il Messia deve essere fermato, e che tutto ciò deve essere fatto immediatamente.
Quando Caifa esce dalla sala un uomo che lo stava aspettando richiede una conversazione privata. Lo straniero si presenta come Giuda Iscariota.

Quel testo scomparso dagli archivi della tv

Stasera a «Hollywood Party», la trasmissione sul cinema di Radio3 in onda alle 19 (conducono Enrico Magrelli e Alberto Crespi) si parlerà di un recupero cinematografico molto curioso. Padre Virgilio Fantuzzi, grande esperto di cinema e critico di «Civiltà cattolica» (fu a suo tempo un difensore del lavoro di Pier Paolo Pasolini), parlerà di un testo non inedito, ma pochissimo conosciuto di Ingmar Bergman. Nel 1974 la Rai chiese a Bergman di realizzare un film su Gesù, come ha raccontato lo stesso regista in poche righe nella sua autobiografia Lanterna magica, ma il progetto non si realizzò mai nonostante Bergman avesse scritto un soggetto «con un piano dettagliato sulle ultime quarantotto ore di vita del Salvatore». I motivi per cui Bergman non lavorò con la Rai sono l’aspetto più divertente di questa storia: il grande regista svedese scrisse un soggetto di una ventina di pagine che i dirigenti della tv di stato trovarono «troppo protestante» – ed effettivamente Bergman era figlio di un pastore protestante e, pur non essendo praticante e avendo parlato del «silenzio di Dio» in molti suoi film, era sinceramente affascinato dalla figura di Gesù. Ma alla Rai la sua visione non piacque e il progetto di un grande «sceneggiato» ispirato ai Vangeli fu passato… a Franco Zeffirelli, un regista piuttosto diverso da Bergman. In seguito il testo di Bergman scomparve dagli archivi della Rai; Fantuzzi lo cercò a lungo, finché nel 1997 venne pubblicato su un numero monografico della rivista «Panta», curata da Enrico Ghezzi ed editada Bompiani. Stasera il critico gesuita racconterà questa storia, e la sua ricerca, a Radio3.

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