No alla Pasqua di sangue: appello dell’ENPA a papa Francesco


m'ama«Ci rivolgiamo alle coscienze perché questo barbaro e crudele tributo di sangue cessi una volta per tutte. E ringraziamo tutti gli uomini di buona volontà che, con il loro no, contribuiranno a salvare la vita di centinaia di migliaia di cuccioli innocenti.» Così l’Enpa alla vigilia delle festività pasquali, in occasione delle quali saranno uccisi, in nome di una assurda e anacronistica tradizione, oltre 700mila tra agnelli, capretti e caprettoni, strappati anzitempo alle loro madri e macellati per imbandire le tavole della festa. Paradossalmente, per i cuccioli di pecora meglio sarebbe stato non nascere affatto e non conoscere la tragedia della morte. 

In particolare, l’Enpa si appella a Papa Francesco affinché anche in tale circostanza si faccia portatore di un messaggio d’amore, invocando un atto di clemenza per questi poveri animali e sottraendoli così alla loro condanna. «La festa dovrebbe rappresentare un momento di gioia per tutti gli abitanti del Creato – prosegue l’Enpa – e non un motivo per uccidere altri esseri viventi. Per di più in nome di una “tradizione” propria del Vecchio Testamento ed che poco ha a che vedere con il Cristianesimo.»

Dire no al consumo di agnello e più in generale della carne, rappresenta dunque il modo più adatto per celebrare la resurrezione di Gesù. Quale migliore occasione di rinascita e di rinnovamento per scoprire le delizie dei menù “veg”? Gli unici realmente salutari e cruelty free al 100%. (3 aprile)

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