The Samaritans, la prima web serie africana che ride sulle ipocrisie delle Ong


di Francesca Sironi in espresso.repubblica.it

Manager improvvisati, donne stressate, impiegati che preferiscono il vino rosso al lavoro sul campo. Lo sguardo ironico di “The Samaritans” si rivolge al mondo degli aiuti internazionali. Prodotta da una piccola società di Nairobi, vi farà ridere (e riflettere, molto) sugli sprechi e le ipocrisie della “colonizzazione umanitaria”

The Samaritans, la prima web serie africana che ride sulle ipocrisie delle Ong

Nairobi non è solo la capitale del Kenia. È anche lo snodo principale degli aiuti umanitari destinati all’Africa sub-sahariana: un flusso che dal 2000 al 2011 è arrivato a superare i 596 miliardi di dollari , gestiti da una rete di enti che impiegano decine di migliaia di persone per finanziare progetti di sviluppo. Buoni propositi che però non sempre funzionano come dovrebbero. «L’idea mi è venuta leggendo le statistiche. In Kenia ci sono oltre 4000 organizzazioni non governative registrate. Moltissimi miei amici e conoscenti da tutto il mondo vengono qui per lavorare in queste associazioni, raccontandomi spesso episodi assurdi a cui assistono ogni giorno». “L’idea” è la prima webserie ironica dedicata al mondo degli aiuti, e a parlare sono i suoi ideatori, i fondatori di “ Xeinium ”, una piccola società di produzione basata a Nairobi.

“Aid to aid” è una Ong che “non fa niente”. Dove il capo è un ragazzotto americano che fa battute a sproposito, la vice è una ragazza che per sopravvivere si imbottisce di pillole e la missione è “Salvare l’Africa”, cercando di accaparrarsi fondi senza idee. Ecco “The Samaritians”, la prima serie Tv prodotta in Kenia e dedicata al mondo – spesso tragicomico – degli aiuti umanitari
La serie, intitolata, sarcasticamente “ The Samaritans ”, i samaritani, racconta le disavventure di “ Aid for aid ”, un’organizzazione non governativa il cui mandato è “… beh nessuno lo sa esattamente”. «I protagonisti sono i membri dello staff, che devono gestire le richieste e le decisioni bizzarre del capo-ufficio londinese, oltre che di una classe di burocrati locali disperatamente inetti, il tutto cercando di scrivere quanti più possibili inutili rapporti, sempre sotto l’apparenza di essere impegnati a “salvare” l’Africa».

Il progetto, finanziato nel 2012 sulla piattaforma di crowdfunding “ Kickstarter ” per 10mila euro, coinvolge attori professionisti e non, fra cui veri ex-dipendenti di associazioni non proprio modello nel mondo della cooperazione internazionale. Ci sono Martha, una donna keniota di 40 anni in piena crisi, perché il suo ruolo di direttore è stato soffiato da un ragazzotto americano mandato apposta dalla casa-madre, e poi c’è lui, Scott, il direttore, 28 anni, un’unica esperienza in campo umanitario come stagista a Casablanca ma una parlantina inarrestabile e un’ottima conoscenza del “gergo” delle Ong – e di quello che permette di vincere bandi e finanziamenti. Un mondo distorto, quello che i ragazzi di Xeinium raccontano, in cui il valore dei progetti sfuma tra riunioni, serate, scelte eticamente discutibili, una vita d’ufficio stressante (Martha fa il pieno di antidepressivi) senza che tutto questo porti a molto. E con l’ansia della concorrenza della Ong a fianco – un modello positivo – che riesce a far funzionare le sue idee.

“The Samaritians” riesce insomma a raccontare da molto vicino un mondo “ricco” e non sempre trasparente. «Ho capito che le Ong spesso non sono quello che sembrano qualche anno fa, mentre lavoravo a un hotel a cinque stelle qui a Nairobi», ha raccontato il produttore in un’intervista : «Era pieno di dipendenti di associazioni umanitarie. E questi ragazzi se ne stavano lì a mangiare aragoste e a discutere su come avrebbero ridotto la povertà. Non mi sembrava giusto, ecco». Non è sempre così, ovviamente, e anche nella serie ci sono esempi positivi, al di là delle tragicomiche disavventure di Aid for Aid. Per vederne alcuni episodi si può passare direttamente dal sito, versando un contributo, altrimenti bisognerà aspettare che qualche rete europea si interessi di loro: qualcosa si muove, visto che sono arrivati al Montreux Comedy Festival, in Svizzera, per presentare il progetto. Per ridere, e riflettere, su dove finiscono a volte gli aiuti.

13 febbraio 2014 

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