Celibato dei preti: una “discussione” in vista in Vaticano?


di Stéphanie Le Bars in “religion.blog.lemonde.fr” del 12 settembre 2013 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Una breve frase sul celibato dei preti, pronunciata dal nuovo numero due del Vaticano, Pietro Parolin, attualmente nunzio apostolico in Venezuela, annuncia forse un cambiamento importante nella “tradizione” della Chiesa cattolica? Difficile per ora dare un giudizio. In un’intervista pubblicato dal quotidiano venezuelano El Universal l’8 settembre, il segretario di Stato, che entrerà in carica il 15 ottobre, ricorda che il celibato dei preti “non è un dogma” e che questa “tradizione ecclesiastica può essere discussa”.

Questo tema è già stato affrontato da questa angolazione da diversi cardinali in questi ultimi anni, in particolare come una risposta possibile alla crisi delle vocazioni nei paesi occidentali, ma i vertici vaticani avevano immediatamente chiuso la porta, cosa che il papa attuale non ha, per il momento, ancora fatto.

Mai questo argomento era stato affrontato a un così alto livello nel governo del Vaticano, ma Mons. Parolin tende a sminuire l’importanza della cosa, affermando: “Bisogna tener presente lo sforzo che ha fatto la Chiesa per instaurare il celibato dei preti. Non si può dire semplicemente che appartiene al passato. È una grande sfida per il papa, che è a capo del magistero dell’unità, e tutte le decisioni devono essere prese con l’obiettivo di unire la Chiesa, non di dividerla”, ha proseguito Mons. Parolin. “Possiamo anche parlare, riflettere e approfondire questi temi e pensare a delle modifiche, ma sempre tenendo conto dell’unità, della volontà di Dio (…) o dell’apertura ai segni dei tempi”.

L’idea originale di Jorge Bergoglio nel 2010

Dopo che il Concilio di Trento, tenutosi alla metà del XVI secolo, ha “rafforzato” questa misura, applicata progressivamente nella Chiesa “nel corso del primo millennio”, tutti i papi hanno riaffermato questa regola. Jorge Bergoglio non ha mai affrontato l’argomento come papa, ma nel 2010, quando era arcivescovo di Buenos Aires, si era dichiarata favorevole “al mantenimento per il momento del celibato con i suo vantaggi e i suoi svantaggi”. Se un cambiamento dovrà esserci, aggiungeva, “sarà per ragioni culturali, in un luogo preciso e non in maniera universale”. Un approccio originale che sarebbe difficilmente mantenibile con l’esigenza “di unità della Chiesa” che Mons. Parolin ha ricordato nell’intervista.

A parte questa uscita sul celibato, Mons. Parolin inserisce chiaramente il nuovo pontificato nella continuità. “La Chiesa ha una costituzione, una struttura, un contenuto che sono quelli della fede, e nessuno può cambiarli”.

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