Non sono entrata!


di Christine Pedotti in “www.temoignagechretien.fr” del 12 marzo 2013 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Eppure avevo preparato da tempo la mia mossa: un lungo vestito rosso con elegante cintura, cappello e scarpe abbinati… Solo per i pizzi avevo esitato. Di solito li porto di sotto, ma sembra che l’uso locale sia di portarli sopra, esternamente. Mi sono rimessa al vecchio proverbio: “When in Rome, do as the Romans do”, “a Roma, fa’ come i romani”. E dato che sono a Roma…
Ma non è bastato, non sarò la 116a cardinalessa di questo conclave, e questo per una semplice anomalia cromosomica! Certo, mi farete osservare che, prima di tutto, non sono stata “creata” – è il termine usato – “cardinalessa” da uno degli ultimi papi. Giustissimo. Ma, appunto, non è proprio quello il problema?
Perché il papa chiama attorno a sé, nel suo consiglio, solo uomini? Mi ribatterete che chiama dei vescovi e che, a meno che ci sia qualcuno più informato di me, tra i vescovi, i preti e i diaconi della Chiesa cattolica non c’è neanche una donna.
L’impossibilità di chiamare donne all’ordinazione si baserebbe su una solida tradizione che discenderebbe da Gesù stesso. Potremmo discutere di questo, ma non è il nostro tema. Infatti, l’argomento sono quei cardinali, che potrebbero eventualmente anche essere cardinalesse.
Che cosa dice la tradizione? Originariamente, i cardinali sono il clero di Roma, quindi, evidentemente, uomini ordinati, vescovi, preti, diaconi… Ma, c’è un grande MA. Nel passato, questa tradizione è cambiata. Per secoli, sono stati designati dei cardinali che non erano né preti né vescovi. I francesi ricordano il cardinale Mazzarino, esempio di cardinale che non era prete. Aveva ricevuto solo gli ordini minori. Oggi, questi ordini minori (lettore, accolito) sono sempre conferiti a dei laici.
Allora, è vero che il codice di diritto canonico del 1983 ha precisato che ormai bisogna essere vescovo per diventare cardinale. Ma nella lunga tradizione della Chiesa, ciò che è stato fatto nel 1983, può essere disfatto nel 2013, soprattutto non trattandosi né di fede né di costumi sessuali, ma di una semplice questione giuridica sul governo della Chiesa.
Per mostrare quanto l’abitudine di scegliere i cardinali tra i vescovi è recente, possiamo ricordare che l’ultimo cardinale “laico” è morto nel 1927. Si dice anche che Paolo VI abbia offerto la porpora a Jacques Maritain – che ha rifiutato – ma che aveva creato Jean Guitton cardinale in petto (in segreto). I due uomini erano laici… come me. Ma uomini…
Propongo quindi di restaurare ufficialmente l’antica tradizione del cardinale per persone eminenti anche non ordinate. Innanzitutto alcuni grandi uomini, e qualche anno dopo (la progressività è pedagogica) delle grandi donne. E il gioco è fatto. Saranno elettori ed elettrici. Se non si cambia la regola, potranno designare solo una persona che possa diventare vescovo di Roma, quindi, per il momento, un uomo celibe.
Ecco ciò che mi porta a parlare delle donne. Perché, insomma, vedere quei 115 uomini in veste rossa e pizzi entrare in conclave, tutti più vecchi di me (e io non sono una giovincella), è veramente uno choc.
Evidentemente, se si considera questo rito come una sorta di folklore desueto, può solo far sorridere. Il papato, con i suoi strani costumi e le sue cerimonie di un’altra epoca, è un po’ come la monarchia inglese: ci si scherza un po’ sopra, ma si resta affascinati davanti alla televisione.
Ma se, come me, non si crede che la Chiesa sia un conservatorio di tradizioni e arti religiose, ma la portavoce di una buona notizia di fraternità e di speranza per tutta l’umanità, allora, lo spettacolo di quegli uomini in rosso, indipendentemente dalle loro qualità personali, è uno spettacolo desolante.

Su, coraggio, cerchiamo di mantenere alto il morale! In attesa della prossima fumata nera, vado a fare una cosa da donne: approfittare del fatto che sono a Roma per trovarmi un bel paio di scarpe rosse.

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3 risposte a Non sono entrata!

  1. Angela ha detto:

    Sono tanto tanto d’accordo. Spero che questo nuovo Papa (che parla a braccio, ride, si emoziona e augura buon pranzo) trovi lo spazio dentro di sé e tra i “suoi” per ascoltare le nostre voci…

  2. Semplicita' e testimonianza ha detto:

    Quo nomine vis vocari?

  3. sabrina ha detto:

    simpaticissima!

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