Lettera ai cardinali elettori


di FHEDLES (Femmes et Hommes, Égalité, Droits et Libertés Dans les Églises et la Société), in “fhedles.fr” del 26 febbraio 2013 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Signor Cardinale,
Tra alcuni giorni lei avrà il temibile incarico di eleggere un nuovo papa, o addirittura di diventarlo lei stesso. In questa occasione, desideriamo farla partecipe delle nostre preoccupazioni, che corrispondono indubbiamente a quelle di una parte del popolo cattolico.
Gli obiettivi della nostra associazione, ricapitolati nel titolo “ Femmes et Hommes, Égalité, Droits et Libertés Dans les Églises et la Société” (Donne e Uomini, Uguaglianza, Diritti e Libertà nelle Chiese e nella Società), ci rendono testimoni di sofferenze immeritate di cristiane e di cristiani tra i più preparati e più impegnati. Si tratta di tutte quelle persone che si impegnano a servizio della Chiesa. Sono diventate adulte nella fede, consapevoli della loro responsabilità di battezzati e battezzate, in grado di guardare criticamente certi funzionamenti autocratici dell’istituzione e capaci di contribuire alla riflessione teologica e pastorale. Questa popolazione è in gran parte composta da donne. Non preoccuparsi dei desideri che emanano, ancora con molta discrezione, da questa base, equivale a segare il ramo su cui si è seduti. Molti e molte se sono già andati, senza fare scandalo. Consapevoli delle implicazioni sociali del messaggio evangelico, sono andati a portare le loro competenze e convinzioni in istituzioni profane, dove ritengono di poter meglio rispondere alla vocazione del loro battesimo e alle richieste del Vangelo.
Al primo posto tra le loro attese figura una sete di dialogo, di concertazione e di partecipazione nei diversi organismi della nostra istituzione cattolica. Sappiamo che la Chiesa non è una democrazia. Non deve però funzionare come una monarchia, ma piuttosto come un corpo che gode del contributo e dei carismi di tutti i suoi membri, sia che facciano parte della sua ala progressista che di quella tradizionalista. Lei stesso ha forse sentito la mancanza di collegialità. Inoltre c’è la necessità di dare alle donne il posto che loro compete nell’esercizio dell’autorità e nella rappresentazione simbolica. Poiché questi due elementi sono legati all’ordinazione, diventa necessario ripensare tale sacramento sia per gli uomini che per le donne. La sacralizzazione della funzione e della persona ordinata ci sembra contraria allo spirito del Vangelo. Infine, ci pare importante considerare i battezzati come adulti e dare loro la libertà dei figli di Dio e la loro responsabilità, invece di brandire proibizioni che li mantengono nella passività.

Speriamo che queste brevi osservazioni rientrino nella sua preoccupazione per una Chiesa rinnovata di cui siamo parte e che la ispirino nella difficile scelta che prossimamente dovrà fare.
Voglia credere alla nostra comune fede nello Spirito Santo, che si manifesta sempre tramite mediazioni.

Il consiglio di amministrazione di FHEDLES

Claude Dubois copresidente, Gonzague Jobbé-Duval copresident, François Becker, Denyse Boyer, Jean Combe, Annie Crépin, Elisabeth Denby Wilkes, Raymond Godefroy, Alice Gombault, Jeanne Guimier, Sylvie Kolaczek Froissard, Bernard Quelquejeu, Jean-Pierre Schmitz, Marie-Thérèse van Lunen Chenu

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