Le “Pfarrer-Initiativen” di lingua tedesca si mettono in rete. È definitivamente concluso il tempo di sopportare in silenzio


di Ja – die neue Kirchenzeitung in “www.ja-kirchenzeitung.at” (edizione a stampa n° 6 del 10 febbraio 2013)

La data del 25 gennaio 2013 può entrare nella storia della Chiesa: a Monaco nei locali della parrocchia dello Spirito Santo si sono riuniti quel giorno 30 rappresentanti delle “Pfarrer- Initiativen” di lingua tedesca provenienti da otto diocesi tedesche, dall’Austria e dalla Svizzera, per dare una voce alle loro comuni richieste e per mettersi in rete.

Si sono quindi associati più di 1500 operatrici ed operatori pastorali di lingua tedesca, tra cui preti, diaconi, referenti pastorali e catechisti. La “Pfarrei-Initiative” svizzera conta 519 sostenitori, la “Pfarrer-Initiative” austriaca 506 membri e sostenitori. In diverse diocesi tedesche si sono costituiti gruppi analoghi.

In autunno dovrebbero seguire ulteriori “collegamenti in rete” con gruppi favorevoli ad una riforma [della Chiesa cattolica] in Irlanda, in Gran Bretagna, negli USA e in Australia.
L’assemblea riunita per la “messa in rete” ha anche deciso di esprimere la sua solidarietà al fondatore della Associazione dei preti irlandesi ACP, Tony Flannery, per le minacce ricevute da Roma.

Una delle “funzioni” del collegamento in rete consiste nel poter opporre in futuro, efficacemente e pubblicamente, la solidarietà del clero che opera sul territorio, a simili sanzioni comminate a singoli preti impegnati, dice sinteticamente il “Müncher Kreis”, con 53 membri tra il clero. “Il clero impegnato sul territorio non sopporta più simili modi di procedere assolutistico-inquisitori della gerarchia ecclesiastica. Il tempo di sopportare e soffrire in silenzio decreti di annientamento provenienti dalle autorità, con il “collegamento in rete” di ieri, è definitivamente concluso. Di fronte a tali ripetuti modi di procedere, noi riteniamo che le dichiarazioni che i nostri vescovi continuamente ci ripetono di essere disponibili al dialogo “da uomo a uomo”, siano solo un cinico inganno ed una tattica di pacificazione. L’effetto è evidente: la fiducia nei vescovi da parte dei preti sul territorio scende quasi a zero”.

Al termine dell’incontro per la “messa in rete” è stata diffusa la seguente comune dichiarazione: “Ci impegniamo per tener conto onestamente delle situazioni esistenziali delle persone e per la credibilità della prassi ecclesiale. Per questo proponiamo quello che facciamo, anche se è in contrasto con le attuali indicazioni ecclesiastiche. La vitalità delle comunità locali è per noi un grande valore. Perciò siamo contrari alla creazione di spazi pastorali ampi come risposta alla cosiddetta mancanza di preti. Ci impegniamo per una forma diversa di “essere chiesa” lì dove vivono gli uomini. La molteplicità dei carismi deve essere tenuta in considerazione, indipendentemente da status, sesso o orientamento sessuale. Obiettivo ultimo è una pastorale vicina alla persona nello spirito di Gesù. Siamo contrari alle attuali strutture assolutistiche della nostra Chiesa e ci impegniamo a favore dei diritti civili e della trasparenza nella Chiesa (“Voi siete concittadini dei santi e familiari di Dio “, Ef 2,19). Perciò ci siamo messi in rete in ambito di lingua tedesca e a livello internazionale, perché la situazione nella Chiesa e nella società ci spinge a questo. Invitiamo i vescovi a mettersi anch’essi in rete per sostenere le richieste di riforme”.

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