Manifesto per una Chiesa nel mondo di oggi – Forum André-Naud


di Rete dei Forums André-Naud in “forum-andre-naud.qc.ca” del 14 dicembre 2012 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Il Forum André-Naud è una rete di preti e laici canadesi nata sull’onda lunga di una lettera aperta che nel 2006 un gruppo di preti del Quebec indirizzarono ai loro vescovi per esprimere disaccordo sulle posizione vaticane riguardo all’omosessualità. Ispirandosi nel nome ad un noto teologo dissidente – André Naud – presente al Concilio e scomparso nel 2002, e ai documenti del Concilio Vaticano II, il gruppo vuole favorire l’emergere di un’opinione pubblica nella Chiesa ma anche incitare i vescovi a ritrovare un loro spazio di libertà. Il loro sito è http://forum-andre-naud.qc.ca/

Manifesto per una Chiesa nel mondo di oggi, adottato all’assemblea generale dei Forums André-Naud del 24 ottobre 2012.

Contesto

C’è di che scoraggiarsi eppure non siamo scoraggiati. In questo momento, il dolore del mondo è grande e i suoi leader ufficiali sono capaci di sprofondare nella menzogna per non cogliere la sua sofferenza. Noi non siamo scoraggiati perché in vari luoghi, delle donne e degli uomini, molti giovani, rifiutano di diventare morti viventi, robot solo esecutori. Un vento di Pentecoste si è alzato, una tendenza si delinea in tutti i continenti, un grido sorge dal cuore della Terra: “Esci da quella tomba!” Le diverse Chiese, tra cui la nostra, non vi sfuggono: Austria, Francia, Stati Uniti, Irlanda,… Con il passare degli anni e con il “successo”, la nostra Istituzione ha avuto sbandamenti, ha lasciato il Mondo, si è accaparrata il Vangelo per farne una faccenda tutta sua, mentre il Vangelo appartiene al Mondo. Per mezzo del Profeta di Nazareth e di questo Vangelo, Dio ci ha espresso ciò che vuole: un’umanità riconciliata.

Testo del Manifesto

Per noi, membri della Rete dei Forums André-Naud, “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini (e delle donne) d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco” nel nostro cuore. Questo testo, tratto dal documento conciliare “La Chiesa nel mondo contemporaneo” (paragrafo 1) e lo spirito degli altri documenti del Vaticano II, la Parola di Dio e l’ascolto del Popolo di Dio che si chiama sensus fidelium ci spingono ad una ricerca di verità.

Chiediamo ai primi responsabili della Chiesa cattolica, di cui siamo anche membri per mezzo del battesimo, di metter mano ad una urgente e necessaria riforma ecclesiale che permetterebbe ai discepoli di Cristo di collaborare per l’instaurazione di una fraternità universale che è stata la prima preoccupazione dell’Uomo di Nazareth. Durante l’ultima cena con i suoi, quale messaggio ci ha lasciato con il grembiule, il pane e il vino! Per fedeltà a Cristo, al Vangelo e all’istituzione che tenta di manifestarlo OGGI, ci sentiamo obbligati e obbligate a dichiarare di nuovo le nostre opzioni e le nostre scelte: non è forse una legge della vita il ricominciare?

Noi auspichiamo che nella Chiesa l’autonomia dell’essere umano e l’importanza della sua coscienza siano al centro dei nostri orientamenti e delle nostre decisioni d’azione, una coscienza di discepolo “che respinga vigorosamente ogni giuridicismo stretto e meschino che perdesse di vista il primato dell’amore generoso sulle regole concrete d’azione”(1). Cristo non dà un lungo codice di comportamento, ma molti esempi di umanità.

Noi auspichiamo che l’uguaglianza donna/uomo riconosciuta nella società civile lo sia altrettanto nella nostra Istituzione ecclesiale.

Noi auspichiamo che la decentralizzazione dell’Istituzione ecclesiale (diventata romana nel corso dei secoli, e gestita dalla Curia) si traduca progressivamente in una presa in carica di ogni comunità cristiana da parte dei suoi membri, secondo i loro talenti e la loro disponibilità.

Noi auspichiamo che i nostri vescovi si prendano una maggiore libertà nei confronti del governo centrale della nostra Istituzione ed un maggior coinvolgimento, insieme ai laici, nelle poste in gioco della nostra società del Québec. “Nello stato attuale delle cose e della legislazione della Chiesa, il papa e i vescovi hanno il dovere di essere pronti a riconsiderare le regole che riguardano la ‘giusta’libertà di pensiero e di espressione nella Chiesa”(2). Conseguentemente, noi ci impegniamo a realizzare quanto segue:

1. Promuovere ovunque ed in ogni tempo l’importanza della coscienza illuminata di discepoli, dell’uguaglianza donna/uomo, della decentralizzazione nelle nostra Istituzione ecclesiale, e della libertà di pensiero e di espressione nella nostra Chiesa.

2. Intervenire sul campo per favorire l’esistenza di comunità cristiane a misura umana capaci, in un clima di corresponsabilità, di rispondere ai propri bisogni anche in un contesto di fusione di parrocchie (distribuzione dei compiti pastorali, riconoscimento di ministeri propri ad una comunità cristiana, consultazione per la scelta del pastore, celebrazione della Parola con comunione, celebrazione coniugale…). La libertà di azione evangelizzatrice delle comunità cristiane si basa sulla conoscenza delle persone, dei loro bisogni, delle loro aspirazioni, delle loro gioie e dei loro dolori.

3. Accogliere apertamente alla tavola eucaristica, nelle loro diverse situazioni di coppie, le persone separate e ri-impegnate, le persone omosessuali, le persone che vivono in unione di fatto,… che camminano nella comunione a Cristo.

4. Promuovere la celebrazione del perdono di Dio con assoluzione collettiva 5. Invitare dei laici preparati delle nostre comunità a pronunciare l’omelia.

6. Promuovere il reinserimento nell’esercizio del ministero presbiterale dei preti che hanno lasciato il ministero e che oggi potrebbero essere sposati.

7. Esprimerci a favore dell’ordinazione diaconale delle donne, e anche dell’ordinazione presbiterale di donne sposate o nubili e di uomini sposati.

Desideriamo proseguire questo dialogo già iniziato con l’insieme del Popolo di Dio e invitiamo i nostri vescovi ad unirsi a questo cammino.

(1) Naud, André, Le Magistère incertain, Fides 1987, p. 250. (2) Naud, André, Pour une éthique de la parole épiscopale, Fides 2002, p. 24.

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