Ainsi soient-ils: in Francia spopola una serie tv sulla vita di cinque seminaristi


In Francia sembra andare molto di moda una serie tv in onda il giovedì sera sul canale ARTE sulla vita di cinque seminaristi. Sul sito dell’emittente (http://www.arte.tv/fr/6807718.html) si può vedere la presentazione, alcuni riassunti delle puntate e il “barometro della fede” dei cinque protagonisti che varia di settimana in settimana. Questa serie tv sta creando agitazione nella chiesa francese come racconta Laura Putti nell’articolo apparso oggi su Repubblica che trovate sotto.

Sesso in seminario la serie tv francese che allarma la Chiesa

di Laura Putti in “la Repubblica” del 26 ottobre 2012

Prima premiato come miglior film da un festival cinematografico vicino al Vaticano, poi rinnegato e, a statuetta già consegnata, cancellato dalla lista dei premi. È accaduto a Ainsi soient ils, serie televisiva campione di ascolti in Francia. Racconta la vita di cinque seminaristi e ogni giovedì (dall’11 ottobre al primo novembre, due episodi alla volta) va in onda su Arte, la rete tv più colta d’Europa. Settimane prima del debutto, nel metrò parigino sono apparse due fotografie: da una tonaca bianca spuntavano due braccia tatuate che tenevano un calice o un messale nel quale erano nascosti biglietti da cento euro. Una terza foto è stata censurata dalla società del metrò Ratp: sulla stessa tonaca era posata una sensuale mano di donna. Tatuaggi e denaro sono ritenuti più compatibili con il clero?

Ainsi soient ils, che vuol dire “Così siano”, è diretta da Rodolphe Tissot, Elizabeth Marre e Olivier Pont e ha tra i protagonisti Jean-Luc Bideau, attore molto popolare in Francia che alla fine degli Anni ‘80 ebbe anche un ruolo in La Piovra 4. Bideau è il padre Fromenger, ex prete operaio, tipico “prodotto” del Concilio Vaticano II, da vent’anni direttore del seminario dei Cappuccini. Nel quale approdano i cinque giovani seminaristi: il tatuato José appena uscito di prigione; Emmanuel di origine africana, ma adottato da una famiglia francese, in preda alla depressione; il boy scout idealista Yann; Guillaume, capofamiglia con imprevedibili madre e sorella sulle spalle; il borghesissimo e ricchissimo Raphael. Ognuno porta in seminario le sue ragioni, ma anche le tentazioni che sono soprattutto omosessuali. Nella puntata di ieri c’è stata una (delicata) scena di sesso sotto un crocefisso tra Emmanuel e Guillaume, ma anche gli etero Yann e Raphael cedono alla tentazione della carne.

Accolta trionfalmente da certa stampa liberale, polemicamente da quella conservatrice, la serie ha suscitato in Francia un piccolo dibattito. A Ainsi soient ils è stato imputato un tono po’ troppo glamour e l’assenza nel racconto del cammino spirituale. «Quello lo riserviamo alla seconda serie» dice il produttore Bruno Nahon nel suo ufficio con vista sui tetti di Parigi. «In questa prima parte raccontiamo quello che lasciano; nella seconda quello che trovano». Ma Nahon racconta anche la misteriosa storia italiana: premiato in luglio come miglior film al festival internazionale di cinema religioso “Mirabile dictu”, la serie di Arte si è vista ritirare il premio tra l’11 e il 12 ottobre. «La presidente del festival Liana Marabini ci ha scritto che avevamo vinto. Nessuno però ci invita alla premiazione. Il 7 luglio, sempre la Marabini, ci scrive che la nostra statuetta è conservata nel suo ufficio. Poi, il giorno della prima puntata (che, non a farlo apposta, è anche il 50° anniversario del Concilio Vaticano II), il premio scompare dal sito del festival. E adesso è scomparso anche il sito!». Da noi interpellata via mail, Marabini non ha mai risposto.

Ma, pur denunciando una eccessiva velocità televisiva «che non rispetta la lenta maturazione del cammino dei seminaristi», e qualche stereotipo, sia il quotidiano cattolico La Croix che il settimanale Le Pèlerin hanno benedetto la serie. Soprattutto perché è la dimostrazione che anche la laicissima Francia è attratta «da un’avventura spirituale straordinaria». Ma con il Vaticano Ainsi soient ils va giù dura. I cardinali del film sono tutti ambiziosi, vanitosi, assetati di potere, mentre il Papa è una caricatura. «C’è chi dice che è troppo e chi troppo poco. Tutto quello che raccontiamo è plausibile: tra i nostri consulenti ci sono anche un ex sacerdote e un prete. Non abbiamo mai fatto un passo senza prima consultarci con loro» dice Nahon.

 

 

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