Le suore femministe e liberal commissariate dal Vaticano


di Gian Guido Vecchi in “Corriere della Sera” del 20 aprile 2012

Femministe, riottose al magistero della Chiesa e all’autorità dei vescovi, troppo gay friendly e troppo liberal: «Sbalordita, sono sbalordita». Suor Simone Campbell non se l’aspettava, il primo commento delle suore americane ripete l’aggettivo: «Stunned». E certo la «valutazione» dell’ex Sant’Uffizio è pesante e arriva in sostanza al commissariamento: alla fine dell’«accertamento dottrinale» iniziato nel 2008, la Santa Sede ha deciso che per cinque anni Peter Sartain, arcivescovo di Seattle, vigilerà come «delegato» sulla «Leadership Conference of Women Religious» (LCWR), l’associazione di 1.500 madri superiore che rappresentano l’80 per cento delle 57 mila suore negli Stati Uniti. E questo per le «inaccettabili» posizioni che la Conferenza delle religiose, tra l’altro, ha assunto «in tema di ordinazione sacerdotale delle donne» e «approccio pastorale all’omosessualità», per non parlare della «prevalenza di certi temi del femminismo radicale incompatibili con la fede cattolica».

Il cardinale William Levada sceglie toni morbidi, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ha consegnato alle rappresentanti «un documento che ha lo scopo di incoraggiare un rinnovamento paziente e collaborativo di questa Conferenza», dice. Ma il testo è duro. «L’attuale situazione dottrinale e pastorale della LCWR è grave e motivo di seria preoccupazione, data anche l’influenza che esercita sulle Congregazioni in altre parti del mondo». Si accusano le suore d’essere «silenti» su aborto e eutanasia, di ospitare interventi che «spesso contraddicono o ignorano il magistero». Ora dovranno correggere gli statuti e sottoporre al «delegato» testi e programmi. Intanto il Vaticano ha finito un’altra «visitazione» ai monasteri Usa, l’esito dell’indagine non è noto. Situazione difficile: prima che fra «progressisti» e «conservatori» si rischia una frattura tra le gerarchie maschili e l’altra metà (abbondante) della Chiesa. «Sono in disaccordo o contestano le posizioni prese dai vescovi, che sono gli autentici maestri della Chiesa nella fede e nella morale», si legge nel «Doctrinal Assessment». Un riferimento all’appoggio che le suore hanno dato alla riforma sanitaria di Obama, avversata dai vescovi Usa.

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