Lettera aperta a Papa Benedetto da un suo ex collega teologo


di Leonard Swidler in “http://www.catholica.com.au” dell’aprile 2012 (traduzione: http://www.finesettimana.org)

Il professor Leonard Swidler è un ex collega di Papa Benedetto come insegnante all’Università di Tubinga. Il professor Swidler, come molte persone che, a suo tempo, il Concilio Vaticano II aveva appassionato e stimolato, si sono sentite oggi sempre più turbate dai tentativi di rigetto delle intuizioni e delle riforme di quel Concilio. I titoli dei giornali nel periodo di Pasqua, causati dagli interventi di Papa Benedetto, hanno spinto il prof. Swidler a inviare questa lettera aperta al suo ex collega.

Caro Joe, Alcuni anni fa, quando tu eri ancora a capo del Sant’Uffizio (“della Sacra Inquisizione” sta ancora scritto, come sai, inciso nella pietra sul suo oscuro palazzo vicino a Piazza San Pietro), ti ho inviato una lettera aperta riguardante il ruolo delle donne nella Chiesa cattolica. In quel periodo mi sono rivolto a te con un familiare “Caro Joe”, sulla base dei nostri rapporti dai lontani anni 60-inizio anni 70 quando venivo frequentemente come “Visiting professor” alla Facoltà di teologia cattolica dell’Università di Tubinga, dove tu eri Professore Ordinario. Lo scrissi con l’idea che questo modo di rivolgermi a te ti avrebbe fatto capire che io speravo davvero che tu potessi aprire la tua mente e il tuo cuore per ascoltare ciò che volevo dirti. Non ho modo di sapere quale successo io possa aver avuto, se ne ho avuto, a questo proposito. Comunque, basandomi sul fatto di essere stati colleghi, mi rivolgo a te un’altra volta in questo modo fraterno. Mi sento turbato dal fatto che, specialmente negli ultimi tempi, hai dato segnali che sono in contrasto con le parole e lo spirito del Concilio Vaticano II, durante il quale tu, come giovane e preminente teologo, hai aiutato a far uscire la nostra amata Chiesa dal Medio Evo verso la Modernità. Inoltre, mentre eri professore alla nostra Alma Mater Università di Tubinga, in quel periodo, con gli altri tuoi colleghi della Facoltà di Teologia Cattolica hai pubblicamente difeso 1) l’elezione dei vescovi da parte di elettori e 2) limitato i termini dell’incarico dei vescovi [vedere il libro Democratic Bishops for the Roman Catholic Church]. Ora tu rimproveri dei preti leali per aver fatto proprio ciò che tu precedentemente avevi così nobilmente difeso. Loro, e molti, molti altri nella Chiesa cattolica universale, stanno seguendo il tuo esempio giovanile, cercando disperatamente di spingere la nostra amata Madre Chiesa verso la Modernità. Uso deliberatamente la parola “disperatamente”, perché proprio nella tua patria, la Germania, ed altrove in Europa, le chiese sono vuote, e così sono anche molti cuori cattolici quando sentono le gelide parole che arrivano da Roma e dai vescovi “radicalmente obbedienti” (leggere: “yes-men”). Nella mia patria, l’America, la culla della libertà moderna, dei diritti umani, della democrazia, abbiamo perso – solo in questa generazione! – un terzo della nostra popolazione cattolica, 30 000 000, perché le promesse del Vaticano II della sua rivoluzione copernicana su cinque punti (la svolta verso 1. la libertà, 2. questo mondo, 3. il senso della storia, 4. la riforma interna, e soprattutto 5. il dialogo) sono state tutte così deliberatamente infrante dal tuo predecessore, e sempre più, ora, da te. Joe, eri conosciuto come uno dei teologi del Vaticano II che hanno sostenuto l’appello del Santo Papa Giovanni XXIII all’aggiornamento attraverso lo spirito riformatore del ritorno alle stimolanti fonti delle origini della Cristianità (ad fontes!). Quelle sorgenti democratiche, amanti la libertà della Chiesa primitiva, erano esattamente le “fonti” del rinnovamento spiegate per filo e per segno da te e dai tuoi colleghi a Tubinga. Ti sto esortando a ritornare a quel precedente spirito riformatore della tua gioventù. Ho ricordato quello spirito ora in preparazione della celebrazione del 50° anniversario del Journal of Ecumenical Studies (JES), che la mia amata moglie ed io lanciammo nel 1964. Nella primissima edizione di JES ci sono articoli del tuo amico e compagno nel Vaticano II, il teologo Hans Küng, e tuoi (!), chemiravano a gettare un ponte sull’isolante abisso della Controriforma che divideva la Chiesa Cattolica dal resto della cristianità, e veramente dal resto del mondo moderno. Joe, in quello spirito, ti esorto a ritornare alle tue sorgenti riformatrici: ritorna ad fontes! Pace!

Len

Leonard Swidler, ph. D., S.T.L. Professore di Pensiero Cattolico e Dialogo Interreligioso, Temple University Cofondatore della Association for the Rights of Catholics in the Church

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