Benedetto XVI e i disobbedienti austriaci


Nell’omelia della messa degli oli il papa Benedetto XVI ha fatto esplicito riferimento ai più di 300 preti austriaci che nel giugno scorso hanno pubblicato un appello alla disobbedienza per una riforma della chiesa. Naturalmente nelle parole del papa non c’è alcuna apertura al dialogo, ma solo uno stigmatizzare la disobbedienza  come via possibile per la riforma della chiesa. Ma che fare se la spinta intransigente alla conservazione blocca qualsiasi discussione? D’altra parte lo diceva già don Milani qualche decennio fa: l’obbedienza non è più una virtù. E comunque se Benedetto XVI ha sentito il bisogno di parlarne nell’ufficialità della messa dedicata al rinnovamento delle promesse sacerdotali, significa che il movimento nato dai preti austriacista dando fastidio, non si può far finta che non esista…

Dall’omelia di giovedì 5 aprile 2012

Di recente, un gruppo di sacerdoti in un Paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero – ad esempio nella questione circa l’Ordinazione delle donne, in merito alla quale il beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore. La disobbedienza è una via per rinnovare la Chiesa? Vogliamo credere agli autori di tale appello, quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove – per riportare la Chiesa all’altezza dell’oggi. Ma la disobbedienza è veramente una via? Si può percepire in questo qualcosa della conformazione a Cristo, che è il presupposto di ogni vero rinnovamento, o non piuttosto soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre idee?
Ma non semplifichiamo troppo il problema. Cristo non ha forse corretto le tradizioni umane che minacciavano di soffocare la parola e la volontà di Dio? Sì, lo ha fatto, per risvegliare nuovamente l’obbedienza alla vera volontà di Dio, alla sua parola sempre valida. A Lui stava a cuore proprio la vera obbedienza, contro l’arbitrio dell’uomo. E non dimentichiamo: Egli era il Figlio, con l’autorità e la responsabilità singolari di svelare l’autentica volontà di Dio, per aprire così la strada della parola di Dio verso il mondo dei gentili. E infine: Egli ha concretizzato il suo mandato con la propria obbedienza e umiltà fino alla Croce, rendendo così credibile la sua missione. Non la mia, ma la tua volontà: questa è la parola che rivela il Figlio, la sua umiltà e insieme la sua divinità, e ci indica la strada.
Lasciamoci interrogare ancora una volta: non è che con tali considerazioni viene, di fatto, difeso l’immobilismo, l’irrigidimento della tradizione? No. Chi guarda alla storia dell’epoca post-conciliare, può riconoscere la dinamica del vero rinnovamento, che ha spesso assunto forme inattese in movimenti pieni di vita e che rende quasi tangibili l’inesauribile vivacità della santa Chiesa, la presenza e l’azione efficace dello Spirito Santo. E se guardiamo alle persone, dalle quali sono scaturiti e scaturiscono questi fiumi freschi di vita, vediamo anche che per una nuova fecondità ci vogliono l’essere ricolmi della gioia della fede, la radicalità dell’obbedienza, la dinamica della speranza e la forza dell’amore.

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5 risposte a Benedetto XVI e i disobbedienti austriaci

  1. camilla sandra ha detto:

    ben vengano le donne prete e la benedizione delle unioni gay! hanno diritto ad amarsi anche loro,

  2. camilla sandra ha detto:

    ben vengano le donne prete e i matrimoni di gay (magari non con questo nome, ma comunque che abbiano delle tutele giuridiche e anche la benedizione del sacerdote!)

  3. camilla sandra ha detto:

    ben vengano questi preti austriaci e magari ci fosse più accoglienza nei confronti dei divorziati, dei gay e anche ad affrontare il discorso del sacerdozio femminile; ma ovviamente ciò non va bene a questo papa, persona di cui non ho nessunissima stima, considerandolo freddo, falso e superbo (pur essendo io cattolica). Papa Benedetto, invece di stare sempre a giudicare e condannare l’omosessualità, i divorziati e i risposati, impara un po’ di umiltà, e ad essere più accogliente; tu sei come quei personaggi citati da Gesù nel vangelo “carichi di fardelli pesanti gli uomini ma tu non ne porti neanche con un dito! e con i tuoi anatemi hai contribuito ancora di più all’omofobia!

  4. sabrina ha detto:

    bleah

  5. angelo elia ha detto:

    Disobbedire non è la via per rinnovare la chiesa :” i Santi ci indicano come funziona il rinnovamento”” Dio non guarda ai grandi numeri e ai successi esteriori, ma riporta le vittorie dell’umile segno del granello di sabbia”” Le persone non devono avere la sensazione che compiamo il nostro lavoro, ma prima e dopo apparteniamo solo a noi stessi. un prete non appartiene mai a se stesso””Gesù nel Getsemani chiede che il calice che deve bere gli sia risparmiato. tuttavia in quanto figlio depone questa volontà umana nella volontà del padre: non io, ma tu” (Benedetto XVI).
    Quindi niente preti sposati, donne prete, matrimoni religiosi di gay…etc

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