Il blog delle donne che amano i preti


Sabato scorso è uscito su Il secolo XIX, giornale di Genova, un articolo su un blog che raccoglie le sofferenze e le confidenze di donne che hanno o hanno avuto una relazione affettiva con un prete cattolico. Hanno anche una specie di telefono rosa e un paio di mesi fa mi hanno chiesto la disponibilità a parlare con una donna che stava vivendo una storia drammatica. È un mondo che si fa di tutto per tenerlo nascosto, ma che esiste ed è pieno di sofferenza. Parlarne e portarlo un po’ allo scoperto può restituirgli almeno quella dignità che ogni storia d’amore merita.

di Marco Grasso in Il secolo XIX di sabato 28 maggio 2011

Genova – «La storia è iniziata e va avanti. Qualcuno viene a sapere. Comincia il caos, la paura, l’altalena di emozioni. Ed ecco che lui si nasconde dietro la volontà dei superiori. Dice cose come: “Si pensa a un mio trasferimento”, “non preoccuparti potremo scriverci e sentirci”, “forse tra qualche anno potrò tornare”. È facile ingannare una donna (e se stessi) con la scusa dell’obbedienza».

Il blog che un po’ spaventa tutte le curie ha l’aspetto familiare d’una comunità, si chiama Ildialogo.org. Ed è un forum che raggruppa un popolo di reietti. Si sentono parte della Chiesa, ma ne sono stati esclusi. E ora si battono per cambiarne le regole, in particolare una: il celibato, «la dura legge che vieta l’amore».

Sono ragazze (almeno due genovesi fra le più “presenti” online) che si sono innamorate di preti, come Stefania, che ha avuto due relazioni con altrettanti uomini di chiesa, e sacerdoti che hanno messo su famiglia, più o meno apertamente. Hanno affidato a internet le loro storie, come una sorta di muro del pianto, un mare in cui lanciare un messaggio in una bottiglia. Un gesto che aiuta a darsi forza e a contarsi.

A scrivere sono soprattutto donne. «Io sono innamorata di un prete, ma lui non si sente di lasciare tutto per ricominciare da capo, per la sua età e per i genitori che sono anziani e non capirebbero mai. Soffro tantissimo, ma lasciarlo mi farebbe soffrire ancora di più e così sono costretta ad accontentarmi», scrive Fragolina. «Mi sono sentita amata, poi utilizzata, poi una concubina; mi sono immersa nella schizofrenia del sentirsi dire ti amo e poi sentirsi negata quando lui chiudeva la porta», commenta amara Matilde. «Abbiamo vissuto uno di fianco all’altra giorno per giorno, abbiamo vissuto come coppia- è la rivelazione di Antonella Carisio – Lui poco alla volta ha imparato ad accettare il suo desiderio per me. Forse gli ho chiesto troppo, ha avuto paura ed è scappato. Avevo chiuso tutto in un cassetto del mio cuore, lo avevo relegato in un angolo per non pensarci. Poi ho pensato che parlarne qui, sul blog, avrebbe magari potuto aiutare qualcun altro ad aprire il suo, di cassetto».

Quel cassetto è pieno di storie, talvolta molto critiche nei confronti delle regole imposte dalla Chiesa, ma anche degli uomini che non riescono a liberarsene. «La promessa che gli impedisce di amarci, non è quella del celibato – dice Daniela – semmai a risultare devastante è il concetto dell’obbedienza. Sono tutti prostrati ai piedi di qualche anziano signore che ha potere su di loro per tutto. Quel vescovo, da parte sua, non ha mai dovuto pagarsi una bolletta, non ha avuto un rapporto normale con una donna. Quindi, amiche mie, i nostri affascinanti preti altro non sono che uomini che non hanno nessun tipo di forza; non sono in grado di sopportare la libertà. Qualcuno pensa al loro sostentamento, a dove abiteranno, a chi devono vedere e cosa fare. Non sono altro che bamboccioni invecchiati».

Il sito, cui partecipano centinaia di persone, è frequentato anche da uomini e spesso si tratta disacerdoti. Uno di loro, e ricorre più d’una volta nei messaggi che si susseguono a velocità impressionante, è Filippo Cecala, frate cappuccino: «Mi sono innamorato più volte, ma tutte le volte che mi è accaduto ho cercato con tutte le mie forze di allontanare questo sentimento perché pensavo mettesse a repentaglio la mia vocazione religiosa. Intanto passano gli anni, e il desiderio di amare e ricevere amore da una persona diventa sempre più forte. Ho chiesto, in ginocchio al Signore, per ben 17 anni di convento il dono della castità, ma tale dono non è mai arrivato. Solo adesso con Manuela mi sento unito e mi sento casto come non mai».

A Genova negli ultimi tempi si sono registrati due i casi simili. Il più recente ha riguardato don Marco Marengo, l’ex parroco di Quezzi, sospeso dopo aver avuto un figlio nato da una relazione con una donna, un bimbo partorito a Santo Domingo per non destare scandalo.

L’altro invece chiama in causa don Marco Turrà, ex viceparroco della chiesa della Neve, sospeso dopo una fuga d’amore con una donna sposata. «Noi sacerdoti che siamo stati sospesi dal Ministero – conclude Filippo Cecala –. Non abbiamo più alcun interlocutore nella Chiesa, siamo lasciati da soli». La rete, forse, li aiuta a sentirsi meno isolati. E qualcuno ora propone d’incontrarsi per chiedere, insieme, un cambiamento alle gerarchie ecclesiastiche. Che questo “movimento” lo temono, perché si sente parte della loro stessa famiglia.

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36 risposte a Il blog delle donne che amano i preti

  1. elia ha detto:

    Quattrocento milioni più uno, cartolina dagli aborti forzati in Cina
    ———————————————————————————————
    “Perché questo bimbo è stato torturato a morte?”. Un padre svela al mondo la strage dei “fuori quota”

    “E’ il più grande crimine contro l’umanità attualmente in atto, lo sventramento segreto e inumano di madri e figli, un Olocausto infinito che va avanti da trent’anni”. Con queste parole la dissidente Chai Ling, leader del movimento di Tiananmen (dove era celebre per i discorsi al megafono, in cui incoraggiava gli studenti a continuare lo sciopero della fame), ha denunciato gli aborti forzati in Cina. “‘Politica-del-figlio-unico’ è un ordine di marcia per una brutalità cento volte superiore al massacro di Tiananmen, che accade alla luce del giorno, ripetuto ogni singola giornata”. Un dispotismo che coinvolge oltre un miliardo di esseri umani e che ieri è schizzato sul Web tramite questa fotografia ( immagine forte che potrebbe impressionare ) di un bambino mai nato.
    Il bimbo era al settimo mese quando le autorità di Pechino hanno costretto la madre, Lu, ad abortirlo contro la sua volontà. Avrebbe dovuto essere un aborto ordinario nella provincia orientale dell’Anhui. Il piccolo ha sofferto insieme alla mamma, un’agonia di venti minuti, poi non si è più mosso. Ma il padre del bambino, di fronte a questa macabra esibizione di forza da parte del Partito comunista cinese, ha fotografato il neonato insanguinato e l’ha messo in rete. “Cosa ha fatto di male questo bambino da essere torturato a morte in questo modo?”, chiede un internauta. E un altro: “Queste sono le cose che facevano i ‘diavoli’ giapponesi e i nazisti”…………………..
    ( da: il foglio )

  2. bibble ha detto:

    sicuramente nessuno leggerà questo commento…ma anche io voglio raccontarvi la mia storia…è successo anche a me..mi sono innamorata di un prete…è giovanissimo, molto bello, simpatico…ma purtroppo è sempre un prete :-( …questa storia mi fa star malissimo…anche perche lui mi da attenzioni ma so che non ci potrà mai essere nulla…è come una sorta di illusione…è proprio vero che tutte le cose belle e che attirano di più sono quelle più irraggiungibili e che fanno più male…. :-( non so come uscirne..anzi penso che non ne uscirò proprio…che tristezza..

    • Carrie ha detto:

      Io leggo il tuo commento, l’amore, quello vero, non guarda la condizione sociale di una persona, se ti sei innamorata di questo sacerdote è una cosa bella anche se molto difficile e complicata, se non c’è stato ancora niente fra voi ma solo una profonda amicizia, sei ancora in tempo per allontanarti, ma se per entrambi è scoppiata la scintilla allora dovete parlarne e decidere sul da farsi, se lui è giovanissimo dovrà prendere una decisione, fare una scelta, è ancora in tempo. Il problema è quando un prete s’innamora di una donna ma svolge la sua missione da tanti anni, è qui che diventa difficile fare una scelta, purtroppo non c’è ancora la libertà per loro di avere un amore sincero e questo non è giusto perchè se un sacerdote ha vicino una donna che ama, lo può aiutare anche nella sua missione. Ma la Chiesa è fatta di uomini e sono stati loro, nel Concilio di Trento a dettare come legge il celibato. Spero che le cose possano cambiare perchè ci sono molte coppie che stanno vivendo il loro amore di nascosto con grande sofferenza. Io penso che l’amore può tutto e se è vero, quello con la A maiuscola, supera ogni ostacolo e difficoltà, è per questo che io e il mio amore continuiamo ad amarci con tutte le nostre forze. Quando vuoi sono qui.

      • bibble ha detto:

        innanzitutto grazie mille x la risposta sei stata davvero gentile…vorrei confessarle ogni minima cosa che provo x lui…ma non esplicitamente…non so, un modo x farglierlo capire parlandole…ma senza essere troppo sfacciata…non so se mi sono spiegata…

      • Carrie ha detto:

        Si certo,ti sei spiegata molto bene, sei molto giovane anche tu vero? Da quello che mi scrivi, fra voi c’è solo un rapporto di amicizia! Lui ti cerca? ti telefona? Posso consigliarti di parlargli con il cuore, quello che provi, lui non farà mai il primo passo se non lo fai tu, ma non forzare le cose, se deve succedere sarà così. Lui deve dirti che cosa prova per te, poi decidi di conseguenza, ma sappi che anche con tutto l’amore più grande se ci sarà fra voi, non sarà semplice, anzi. Posso solo dirti che non c’è alcun peccato amare un sacerdote, perchè l’amore ce lo ha insegnato Dio. La Chiesa, per ovvi motivi, cerca di mantenere la legge del celibato. Dicendo che il prete deve seguire la comunità e non può avere una famiglia. Ci sono preti protestanti sposati che seguono la loro missione con tanto amore, sono sereni perchè accanto a loro ci sono donne che li sostengono sempre e in tutto e per aiutarli in tante cose.

      • bibble ha detto:

        anzi a dir la verità non saprei nemmeno se faccio bene a dirle proprio tutto…tu che consiglio mi dai? Avevo già preso in considerazione l idea di allontanarmi…ma ogni volta che lo faccio….ecco… lui mi cerca…

      • bibble ha detto:

        si sono molto giovane anche io…comunque si lui mi cerca, mi telefona, mi manda messaggi…ma il fatto è che non trovo parole x dirle completamente tutto…tu in che modo l hai fatto? Mi sta aiutando molto parlare con te grazie…

      • Carrie ha detto:

        Le parole arrivano dal cuore, vedrai che saprai cosa dire! Per noi è stato un colpo di fulmine, io gli ho detto cosa provavo per lui ed è rimasto senza parole, poi ci siamo telefonati tutti i giorni e dopo un po’ di tempo, mi ha detto che mi amava molto e da allora non ci siamo più lasciati, anche se a volte lui va in crisi ma dura poco, per fortuna. Ma ti posso dire che è difficile, ma non possiamo fare niente, il nostro è veramente un grande amore! Un consiglio che ti posso dare, vai avanti se sei sicura che lo ami con tutto il cuore, altrimenti se è solo una cotta, lascialo stare.
        A presto.

      • Signore quando ho fame, ha detto:

        AVVELENA LA FIGLIA E SI LANCIA NEL VUOTO.
        I VICINI: “VIVEVA PER BENEDETTA”

        Martedì 02 Aprile 2013 – 19:03
        BRINDISI – «Benedetta la porto via con me»: nero su bianco Francesca Sbano, 32 anni, ha scritto su più fogli lasciati in casa quello che aveva intenzione di fare: uccidere la sua unica figlia di tre anni e poi ammazzarsi. Un piano messo in atto in preda alla disperazione e alla depressione da quando suo marito, a dicembre, l’aveva lasciata. Così ieri sera ha preso tra le braccia l’amata figlioletta di tre anni, la sua unica ragione di vita, e l’ha uccisa, forse avvelenandola. Poi si è lasciata andare giù dal terrazzo per farla finita per sempre.
        La piccola Benedetta non ce l’ha fatta: è morta durante il tragitto in ospedale ieri sera, tra sofferenze indicibili, poco dopo essere stata trovata in fin di vita, dai soccorritori e dai vicini di casa che avevano dato l’allarme: probabilmente la mamma le aveva fatto ingerire diserbante. La donna, invece, è sopravvissuta al volo fatto dal terrazzo della palazzina di due piani, in via Claudio Monteverdi, in cui abitava insieme con la figlioletta da quando il marito, Antonio Schiena, era andato via. La donna nella notte è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico nell’ospedale di Ostuni (Brindisi) per i gravi traumi alla testa dopo il volo fatto dal terrazzo dello stabile alla periferia di Carovigno. Stamani è stata trasferita nell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi: le sue condizioni sono gravi. I medici ipotizzano uno stato di coma irreversibile: il suo elettroencefalogramma – dicono i sanitari dell’ospedale – è piatto.
        La donna e il marito sono entrambi braccianti agricoli. Una famiglia umile, alle prese, come tanti, dicono in paese, con la difficile situazione di crisi economica. «Franca era una grande lavoratrice, viveva per Benedetta, nessuno di noi poteva immaginare che sarebbe potuto accadere tutto questo», dicono i vicini di casa che per primi si sono accorti di quanto accaduto, dopo aver udito un tonfo in strada ed essersi affacciati, scorgendo il corpo della donna per terra, per strada, in una pozza di sangue. Hanno chiamato i soccorsi, immediatamente.
        All’arrivo dei carabinieri di San Vito dei Normanni (Brindisi) il portoncino d’ingresso era sbarrato. I militari lo hanno forzato: lo hanno fatto senza perdere un solo istante, dopo aver saputo che forse, in casa, c’era anche una bimba. L’hanno poi trovata nel suo lettino, tra il vomito, con il faccino viola. L’hanno presa tra le braccia e l’hanno messa in una delle autoambulanze nel frattempo giunte in via Monteverdi, ma la piccola è morta durante il tragitto in ospedale.
        Sconvolto il papà della bambina, informato dai carabinieri di quanto accaduto nella sua ex abitazione coniugale, nella zona periferica della città della ‘Nzegna, lungo la via per San Michele Salentino. In realtà Antonio Schiena non era separato ancora legalmente dalla moglie. A dicembre aveva deciso di andar via da casa ed era tornato a vivere a casa dei genitori. Da quel momento qualcosa si era rotto nell’equilibrio di Francesca, chiamata da tutti Franca, che nella famiglia – dice chi conosce la donna – aveva riposto tutte le sue aspettative. «Ho visto mia figlia il giorno di Pasqua. Abbiamo trascorso – ha raccontato ai carabinieri il papà della piccola Benedetta – gran parte della giornata insieme. E ho parlato anche con Franca, nulla faceva presagire quello che aveva intenzione di fare».
        La donna ha lasciato lettere manoscritte in cui ha spiegato le ragioni della decisione di togliersi la vita, specificando anche che avrebbe portato via con s‚ la bambina. Gli investigatori non hanno alcun dubbio quindi nel ritenere che la piccola Benedetta sia stata uccisa dalla madre. Sulle modalità sono in corso accertamenti e sarà l’autopsia disposta dal pm di turno, Pierpaolo Montinaro, (forse si terrà domani) a chiarire se effettivamente la piccola sia stata avvelenata con una dose di pesticida, il cui flacone è stato poi trovato nel cestino dei rifiuti, nell’appartamento.
        La stessa sostanza, a quanto pare, non sarebbe stata ingerita, prima di lanciarsi giù dal terrazzo, da Francesca Sbano, come si era invece ipotizzato in un primo momento. In casa, sul tavolo e su altri mobili, sono state trovate alcune lettere scritte dalla donna che tra l’altro lascia parole dure a genitori, suoceri e marito: «Non sprecate soldi, prendete gli oggetti in oro che ho in casa e pagate con quelli i miei funerali»

    • samaritana ha detto:

      leggi la storia di san bernardo ed ermengarda…anche i consacrati a Dio hanno bisogno di affetto e di rapporti umani pur rimanendo nella Chiesa sono in grado di dare e ricevere affetto…non pretendere che lasci il ministero per te ma se saprete vivere l’amore in Dio potrà essere bellissimo ugualmente.

  3. pipo ha detto:

    Le donne che hanno relazioni con i preti mi fanno una pena enorme …

  4. leonie ha detto:

    amare una persona non e mai un peccato o un reato perche l amore nasce da se….l importante e non costringere con la forza nessuno!se e un amore destinato a sfociare sara dio che prima o poi te lo mettera davanti anche se dovessi essergli lontano centinaia di kilometri!questa e la mia idea

  5. Carrie ha detto:

    della mia vita

  6. Carrie ha detto:

    Amo un prete ricambiata e per me è il più grande amore dela mia vita. L’amore non è peccato!

  7. fouxas ha detto:

    Forse dirò una cosa scontata e banale: l’amore per essere Vero necessità di luce e deve far star bene entrambi. Se fa soffrire non è amore!

  8. danea ha detto:

    condivido abbastanza con una delle amiche che scrive a proposito del vescovo (ma quest lo si può applicare a tutti i ns cari e affascinandi prelati che dall’alto del pulpito, tuonano e seducono con grazia gratuita..)
    “I nostri affascinanti preti altro non sono che uomini che non hanno nessun tipo di forza e carattere; non sono in grado di sopportare la libertà. C’è sempre qualcuno che pensa al loro sostentamento, a dove abiteranno, a chi devono vedere e cosa fare (loro la chiamano “provvidenza” e volontà di Dio) Non sono altro che bamboccioni in abito talare».”.
    Questa la classe che domina, poi ci sono quelli che reggono l’impatto con la realtà e in un certo senso cercano di adattarsi. Devono anche adattarsi con i loro “istinti” “umani” ed ecco che inciampano nella rete come tutti gli esseri “umani”. In queste storie si è tutti seduttori/sedotti, l’uno implica necessariamente l’altro. Lo squallore e la mancanza di “onesta” . Certo è che impegnarsi a “Cristo” è alquanto impegnativo, che diventa difficile è quasi “brutale” quando lo si vive come una imposizione e una frustrazione e non come atto di “Amore”. Mi piacerebbe molto sentire anche l’altra voce, (i ns preti) che si nascondono e scappano. Miseri discepoli, miseri uomini… che dire dunque!
    Un consiglio da donna a donna, quando sentite il campanello che suona al vostro cuore e questo non arriva da un uomo “normale” scappate più veloce che potete; ad attendervi vi è solo dolore e sofferenza, fuggite, e ancora fuggite più lontano possibile senza voltarvi neppure per uno sguardo fugace rischiate di rimanere imbrigliate senza sapere come e perché, è un attimo ed è già troppo tardi, credetemi!!!

  9. anto ha detto:

    Vorrei scrivere a tutte le donne che amano un prete.Può capitare che sia amore vero e puro,se si sente di amarlo col cuore.Il sacerdote è quasi sempre un uomo molto intelligente,molto vicino a Dio e di preghiera, rispetto ad altri uomini.E volere loro bene non è peccato.Però non bisogna tentare mai di sedurli,in questo caso li indurreste in tentazione e qualcuno ci cade.Bisogna rispettare la loro scelta di celibato e non essere egoiste,volendolo “tutto per se stesse”.Lui è “Amore di Dio rivolto a tutti”.In Lui si manifesta chiaro il Volto di Dio che è Amore e a qualcuna tutto ciò può provocare dei sentimenti molto vivi.Ma bisogna restare al proprio posto.Piuttosto dobbiamo pensare che Gesù si rivela soprattutto attraverso di loro;mostra tutto se stesso mediante i sacerdoti.Io attraverso i sacerdoti,ho incontrato Cristo.Ma ho capito che è Lui a manifestarsi a noi.E attraverso di loro ho imparato e sto imparando ad amare Cristo con tutto il cuore,l’anima e la mente.I preti restano uomini e prima o poi vi deluderanno comunque.Cristo no.Vi ama come voi amate il vostro prete,in modo chiaro anche se nascosto ma immutabile e senza delusioni.Se proprio lo amate di un amore vero allora può essere che la vostra vocazione sia quella di stargli accanto con la preghiera,il vostro aiuto concreto.Dimostrategli il vostro amore facendovi “prossime” a lui meglio che potete.Ma sempre secondo la Volontà di Dio.Ma non ostacolate mai la sua vocazione.,

  10. Diana ha detto:

    Da tecnico faunistico confermo che l’unica cosa veramente contro natura e’ la castita’ come scelta. La spinta alla riproduzione e’ la più’ forte di tutte perché’ e’ vitale alla sopravvivenza della specie.
    Da residente in Gran Bretagna confermo che un ministro di Dio con famiglia capisce molto meglio e può’ aiutare molto di più’ le famiglie della sua parrocchia.

    • Diana ha detto:

      In più’, sul libro “LA BIBBIA UNA BIOGRAFIA” (Karen Amstrong, Newton Compton Editori, 2007) risulta evidente come le necessita’ umane abbiano modificato la storia religiosa cristiana (strumentalizzato sarebbe la parola più’ adeguata…), senza contare che storicamente la castità’ e’ nata dall’esigenza della Chiesa di acquisire i beni dei sacerdoti dopo la morte invece di farli tornare alle famiglie. Gli scritti al tempo di Carlo Magno, ad esempio, parlano chiaramente di sacerdoti con famiglia….

    • brigida ha detto:

      spinta alla riproduzione? no no … vogliono solo trombare non procreare…
      sarei anche d’accordo a considerare che i sacerdoti possano sposarsi… ma quelli che ci sono ora hanno fatto delle scelte… e per sostenerle devono usare mezzi divini non umani…
      devono pregare il breviario ogni giorno e non lasciarlo in un cassetto… devono pregare tanto… devono attingere forza da Dio…
      non è cosa che si sostiene con le forze umane.

  11. Kim Rossi ha detto:

    Trasformate il voto di castità in castrità e crederemo alla morale sessuale dei preti e frati !

  12. Pier Paolo Gestini ha detto:

    Io credo che chi desidera ciò è malato/a perchè forse la figura paterna le sarà mancata e l’ha trovata attraverso un prete a volte per colpa di loro stessi a volte perchè… vabbè lasciamo perdere altrimenti devo dire una parolaccia in una parrocchia di Roma Monteverde ci sono due sorelle che circuiscono il parroco addirittura la maggiore in maniera evidentissima è bello ciò? Scusa ma chi si comporta così c’è solo un termine!!

    • adriana ha detto:

      caro pier paolo io un padre ce l’ho..che amo molto..ma io mi sono innamorata di un prete e non mi sento malata..affatto!!credo che quello senza cuore fra noi due sei tu, che ti permetti di giudicare noi donne!!!l’amore è amore e non fa distinzione di razza età e lavoro..

      • daniela ha detto:

        ..che significa ci si può innamorare, un’infatuazione, ma sai benissimo che dopo devi fare i conti con l’amore e se lo ami veramente, non in maniera egoista che lo vuoi tutto per te, devi lasciarlo andare per la sua strada, quello che lui ha scelto e pregare per il suo ministero questo è il vero Amore, l’altro è solo egoismo!!!!

  13. pierpaolo gestini ha detto:

    Io invece credo che questo recherebbe soltanto un danno alla figura di pastore di ogni sacerdote che al momento in cui ha deciso di entrare in seminario e di offrire la sua vita al sacerdozio ha accettato il celibato poi le mele marce sono d’appertutto provi a pensare quanti preti si sentono offesi dai scandali dovuti alle debolezze di loro “colleghi” Dio la benedica!!

  14. Barbara Corace ha detto:

    Obbligare una persona alla castità ed alla solitudine è contro natura. Meglio farebbe la Chiesa a consentire ai sacerdoti di sposarsi, anziché tenere sotto silenzio le storie clandestine e gli episodi (quasi inevitabili) di omosessualità. Non trovo scritto in nessuno dei Vangeli che per servire Dio si debba rinunciare all’amore di una donna che peraltro potrebbe solo nuova ricchezza alla vita del sacerdote.

    • lidia ha detto:

      volevo gentilmente chiedervi se conoscete il titolo di quel film in cui c’è una donna che è tipo indemoniata o una cosa così e di un prete mi sembra…i due si amano…forse è un prete ma nn ne sono sicura! ho dei ricordi sfocati di questo film che ho visto da piccola e vorrei rivederlo…

      • m ha detto:

        uccelli di rovo è il film che parla di un amore tra sacerdote e donna, ma lei non è indemoniata, è un bellissimo film! una grandissima storia d’amore

    • brigida ha detto:

      leggi meglio vah…. c’è tutto scritto.
      Comunque è una scelta che la Chiesa impone e che il sacerdote accetta liberamente… o… non si fa sacerdote e serve il Signore in mille altri modi.

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